Il ricorso ai servizi di sanità pubblica da parte degli anziani di origine danese e dei migranti (DK)

A cura di Margit Helle Thomsen

Testo di riferimento:Ældre danskeres og indvandreres brug af pleje- og omsorgsydelser (”Il ricorso ai servizi di sanità pubblica da parte degli anziani di origine danese e dei migranti”) by Hansen, Eigil Boll and Siganos, Gallatios, KORA, The Danish Institute for Local and Regional Government Research (al momento della pubblicazione: The Research Institute for Counties and Municipalities), Working Paper, 2009, pp 1-35

Introduzione

Gli anziani immigrati da Paesi non occidentali costituiscono una buona percentuale della popolazione danese. Il loro numero è in aumento e costituiscono una buona fetta della popolazione anziana, raggiungendo il quadruplo nel 2030.

Tali cambiamenti demografici e sociali suscitano degli interrogativi sull’impatto del fenomeno nel settore pubblico e ai fini della sostenibilità del sistema di welfare. Uno dei problemi principali consiste nel comprendere se le condizioni e lo stile di vita dei migranti anziani porteranno a un maggiore o a un minore ricorso ai servizi sociali e di assistenza sanitaria, rispetto ai coetanei danesi. Il presente articolo descrive le principali scoperte e conclusioni tratte da una ricerca danese sul tema.

Scopo

Lo scopo della ricerca era di esaminare e comprendere se i migranti anziani facessero un maggiore ricorso ai servizi di assistenza pubblica rispetto ai loro coetanei danesi. Lo studio si è concentrato essenzialmente sui migranti di origine non occidentale, combinando i dati con quelli sulle abitudini dei migranti provenienti dai Paesi europei. Il campione comprendeva le persone di età pari o superiore ai 65 anni, residenti nella città di Copenaghen il primo gennaio 2007.

Lo studio ha preso in esame tre principali settori dei servizi pubblici e comunali dedicati ai cittadini anziani:

  • servizi di assistenza personale;
  • assistenza pratica;
  • programmi di assistenza all’alloggio.

Nel sistema danese i servizi di assistenza personale servono a rispondere ad ogni tipo di esigenza dell’anziano in ogni momento del giorno. Pertanto essi possono richiedere di ricevere un aiuto per alzarsi al mattino, lavarsi, curare la loro igiene personale, essere messi a letto, avere somministrate le medicine, ecc. Per quanto concerne i costi, la richiesta di assistenza nel corso delle ore notturne implica un esborso maggiore.

Attraverso i servizi di assistenza pratica gli anziani possono ricorrere a delle figure professionali che li aiutino a pulire casa, a fare il bucato e la spesa, ecc. Dal punto di vista dei costi, il prezzo di tali servizi dipende dal numero di ore dedicate allo svolgimento delle singole mansioni.

Per quanto concerne, invece, i programmi di assistenza all’alloggio sono numerose le possibilità per le persone anziane: dal ricovero in case di riposo alla permanenza in case di cura per persone con esigenze speciali in base alla patologia da cui sono affette, come, ad esempio, la demenza.

La ricerca prende in esame le singole categorie di servizi, valutando – allo stesso tempo -anche le dimensioni generali del fenomeno.

Approccio teoretico-metodologico e fonti per la raccolta dati

Dal momento che la ricerca partiva da un’analisi del ricorso a servizi sanitari e di assistenza specifici, gli studiosi si sono basati sul cosiddetto “modello comportamentale dell’utilizzo dei servizi sanitari”. Servendosi di questo modello, i ricercatori sono riusciti a comprendere come fattori diversi da quello dell’etnia possono riuscire a spiegare l’utilizzo di un servizio di assistenza sanitaria. Il modello si concentra su diverse variabili a livello individuale.

  • Genere, età, etnia, livello di istruzione.
  • Variabili che possono contribuire a far aumentare o diminuire l’utilizzo di servizi pubblici fra cui il reddito, opzioni alternative a disposizione.
  • Variabili legate ad esigenze particolari come indicatori delle condizioni di salute individuale.

Tali variabili individuali sono state accorpate per l’analisi della regressione al fine di illustrare in quale misura l’etnia e il background migratorio influenzassero di fatto il ricorso a servizi sanitari pubblici. I ricercatori si sono serviti, in questo caso, di variabili sia dipendenti, sia indipendenti. Le variabili dipendenti erano costituite dai servizi di assistenza sanitaria e sociale comunali, quelle indipendenti dai fattori legati all’etnia.

Il campione di popolazione anziana era così suddiviso 1) nativi danesi, 2) immigrati provenienti da Paesi occidentali residenti nel Paese da meno di 10 anni, 3) immigrati provenienti da Paesi occidentali residenti nel Paese da più di 10 anni, 4) immigrati provenienti da Paesi non occidentali residenti nel Paese da meno di 10 anni e infine 5) immigrati provenienti da Paesi non occidentali residenti nel Paese da più di 10 anni.

Inoltre, i ricercatori hanno tenuto conto di una vasta gamma di variabili che avrebbero influenzare il ricorso a servizi di assistenza sanitaria pubblici: dati demografici, socio-economici e relativi al livello di istruzione, stato civile, composizione del nucleo familiare, il fatto di vivere da soli o in coabitazione, i periodi di ospedalizzazione, ecc. Tali informazioni sono state ricavate attraverso una consultazione dei database istituzionali, fra cui i registri comunali e statistiche nazionali, fra cui:

  • Dati sull’uso individuale dei servizi di cura della persona, assistenza pratica e programmi di assistenza abitativa sul totale della popolazione. Tali informazioni sono state fornite dai registri della città di Copenaghen.
  • Statistiche demografiche e dati sul livello di istruzione e sull’occupazione forniti da Statistics Denmark.
  • Informazioni sull’utilizzo dell’assicurazione sanitaria e sul numero di giorni di ricovero forniti dal National Health Insurance Service

L’analisi della regressione ha portato all’esclusione di alcuni fattori non esplicativi. Le statistiche finali, dunque, tengono conto esclusivamente dei fattori strettamente correlati alle variabili dipendenti, ossia i servizi di assistenza sanitaria presi in esame.

In sintesi, variabili combinate e fonti a disposizione sono state analizzate attraverso modelli di regressione logistica o lineare. Tale approccio metodologico ha concesso di determinare il rapporto fra utilizzo dei servizi e background dell’utente. Inoltre, attraverso l’adozione di tale metodologia è stato possibile correggere differenze e fattori capaci di influire sul raffronto e sui risultati, portando all’elaborazione di conclusioni erronee.

Principali conclusioni

L’analisi ha rivelato la presenza di numerose differenze fra migranti e cittadini danesi rispetto al ricorso a servizi di assistenza sanitaria. Di seguito presentiamo alcuni esempi:

  • Il background o la permanenza nel Paese come fattore esplicativo.

Il ricorso ai servizi presi in esame presentava delle differenze significative fra i diversi gruppi, al momento della ricerca. Il 40% dei danesi si era servito, infatti, di almeno uno dei servizi nell’anno preso in esame rispetto al 14/18% dei migranti di origine non occidentale residenti nel Paese da più di 10 anni.

È bene notare che gli immigrati occidentali residenti nel Paese da più di 10 anni presentavano comportamenti simili a quelli dei loro coetanei danesi. Ciò potrebbe indicare che la combinazione di un background culturale occidentale e la lunga permanenza nel Paese possa influenzare il ricorso a servizi di assistenza sanitaria pubblica da parte dei cittadini anziani. Tuttavia, è possibile analizzare la medesima tendenza anche fra i cittadini di origine non occidentale da lungo tempo residenti nel Paese.

  • La conoscenza dei servizi di assistenza sanitaria come fattore esplicativo.

Come è evidente, i migranti di origine non occidentale residenti nel Paese da meno di 10 anni sembravano ricorrere meno ai servizi di assistenza. Ciò potrebbe suggerire un minore bisogno o richiesta a dispetto dell’appartenenza alla medesima fascia di età. Un altro fattore esplicativo potrebbe essere quello della scarsa conoscenza del sistema di welfare danese. Minore è il tempo trascorso nel Paese, minori sono le conoscenze dei migranti rispetto ai loro diritti ed i benefici di cui possono usufruire. Inoltre, potrebbero essere significative, in termini di natura, estensione e accesso ai servizi pubblici da parte dei cittadini anziani, le differenze culturali e strutturali fra il sistema sanitario danese e quello dei Paesi di provenienza dei migranti. Infine, le barriere linguistiche e gli ostacoli alla comunicazione potrebbero influire sul ricorso a tali servizi.

  • L’assistenza familiare come fattore esplicativo.

Al di là delle informazioni a disposizione, anche le analisi sembrano indicare che gli anziani migranti di origine non occidentale possono contare su un maggiore supporto della famiglia, soprattutto nei primi anni dell’immigrazione. I risultati suggeriscono un adattamento agli schemi comportamentali danesi nel corso del tempo, riflesso – forse – di un progressivo conformarsi allo stile di vita del Paese ospitante, in cui i nuclei familiari vivono separati, soprattutto nel momento in cui le donne hanno un impiego a tempo pieno che rende difficile per loro adottare uno stile di vita più tradizionale.

  • L’età come fattore esplicativo.

Gli immigrati di origine non occidentale residenti da oltre 10 anni in Danimarca costituiscono il gruppo più numeroso dopo quello nativo, tale gruppo è – però – più giovane in proporzione rispetto a quello danese. La percentuale di persone di età inferiore ai 70 anni è più alta, mentre quella con soggetti di età superiore agli 80 anni è considerevolmente inferiore rispetto a quella danese.

  • La composizione dei nuclei familiari come fattore esplicativo.

La proporzione dei cittadini che vivono da soli è significativamente minore fra gli immigrati di origine non occidentale residenti da più di 10 anni nel Paese rispetto ad altri gruppi. Ciò potrebbe apparire sorprendente, se pensiamo all’età media del campione, ma potrebbe spiegare il minore ricorso ai servizi di assistenza sanitaria.

Sintesi dei risultati della ricerca

Ne consegue che:

  • Nel momento in cui è stata condotta la ricerca, gli immigrati anziani facevano un minore ricorso ai servizi presi in esame rispetto ai cittadini danesi di età superiore ai 65 anni. Tale conclusione rimane valida anche se applicata ad altri tipi di servizi, non oggetto della ricerca.
  • Per quanto concerne l’assistenza domiciliare, gli immigrati tendevano ad utilizzare meno i servizi di assistenza pratica rispetto ai loro coetanei danesi. Ciò significa che i migranti rispondevano in maniera diversa a tali esigenze.
  • Per quanto riguarda i servizi di assistenza personale, non sono emerse grosse differenze rispetto al ricorso dei migranti e dei danesi a tali servizi. Inoltre, i cittadini anziani di origine non occidentale, da lungo tempo residenti in Danimarca, riceverebbero in proporzione maggiori servizi rispetto a quelli di origine danese.
  • Infine, la durata della permanenza nel Paese gioca un ruolo importante nel ricorso ai servizi di assistenza sociale e sanitaria. Pertanto, i migranti residenti in Danimarca da più di 10 anni si servono di tali servizi in misura maggiore rispetto a coloro che vivono nel Paese solo da qualche tempo.

Conclusioni

I risultati della ricerca non forniscono delle spiegazioni esaustive alle differenze osservate fra i migranti anziani e quelli di origine danese per quanto concerne l’accesso ai servizi di assistenza sanitaria e sociale offerti dal comune. Tuttavia, in base ai dati estrapolati, è possibile individuare due fattori capaci di influenzare il ricorso a tali servizi.

In primis, la mera conoscenza della possibilità di usufruire di tali servizi sembra essere estremamente importate ai fini del loro utilizzo. Pertanto, più lungo è il periodo di residenza nel Paese, più conforme sarà lo schema comportamentale dei cittadini immigrati a quello dei coetanei danesi.

Infine anche la tradizione di prendersi cura dei membri anziani della famiglia sembra essere importante in questo contesto.

Mettendo assieme queste due linee di tendenza, è possibile affermare che il ricorso a servizi di assistenza sanitaria sociale e pubblica da parte di cittadini anziani è determinato dal periodo di permanenza nel Paese e da un conseguente cambiamento dello stile di vita. I nuovi arrivati imparano a conoscere a poco a poco i servizi a loro disposizione. Tuttavia anche le condizioni socio-culturali ed economiche hanno un grosso impatto sui comportamenti, poiché è difficile tenere vive determinate tradizioni e modelli di interazione familiare, come quello secondo il quale è compito delle donne rimanere a casa a prendersi cura della famiglia e dei suoi membri più anziani. Nel contesto danese, le famiglie di immigrati necessitano delle entrate sia degli uomini sia delle donne della famiglia, e ciò accelera un cambiamento degli stili di vita e il processo di adattamento agli schemi comportamentali danesi, nonché il ricorso a servizi di assistenza pubblici.

È importante dunque notare la necessità di informare i migranti sul funzionamento del sistema di welfare danese – e, in particolare, sui benefici per i cittadini più anziani. Allo stesso tempo, è necessario incoraggiare l’acquisizione di competenze interculturali fra i professionisti che si occupano di erogare servizi di assistenza sociale e sanitaria soprattutto in relazione allo stile di vita, alle esigenze e alle aspettative dei membri delle famiglie migranti in generale, e de i migranti anziani, in particolare.