Gli aspetti presi in esame dallo strumento di valutazione di Healthy Diversity

Lo strumento di valutazione di buone pratiche per la promozione della diversità è caratterizzato dalla compresenza di elementi descrittivi e valutativi come dimostra il grafico a fianco.

Gli elementi DESCRITTIVI sono analizzati in un modulo apposito. È possibile descrivere un obiettivo e fornire un resoconto dettagliato della pratica grazie alle domande inserite nel modulo.

Gli elementi VALUTATIVI possono essere analizzati e documentati attraverso una serie di domande contenute nell’apposito modulo.

Elementi descrittivi

Contesto

QUESITI:

  • Qual è il contesto in cui è stata implementata la pratica?
  • Con quale categoria e area del settore sanitario ci stiamo confrontando?

QUALI ELEMENTI CONTESTUALI SONO PRESI IN ESAME NELLO STRUMENTO DI VALUTAZIONE?

Lo strumento di valutazione prende in esame i seguenti elementi contestuali:

CONTESTO:

  • La buona pratica si riferisce alle modalità di somministrazione delle terapie, in pronto soccorso, cure mediche ambulatoriali, ecc.
  • La buona pratica si riferisce a delle procedure attive nell’ambito della formazione del personale sanitario: corsi di formazione professionale, tirocini, programmi di aggiornamento all’interno delle strutture ospedaliere, ecc.
  • La buona pratica si riferisce a procedure che intendono rispondere ad esigenze particolari, quali servizi di interpretariato, servizi religiosi/culturali, ecc.

CATEGORIE:

  • Iniziative promosse dalla struttura sanitaria al fine di mettere in piedi un sistema di gestione della diversità, procedure di gestione dei reparti ospedalieri;
  • Corsi di formazione per potenziare le competenze interculturali dei dipendenti e rispondere alle diverse esigenze dei pazienti
  • Molte buone pratiche fanno riferimento ad elementi tipici sia dei sistemi di gestione della diversità sia delle competenze interculturali.

ASSISTENZA PRIMARIA:

  • Tutti quei servizi a cui il cittadino accede direttamente sul territorio: aziende sanitarie locali, guardie mediche e altri servizi sanitari offerti a livello locale.
  • Medici di medicina generale
  • Organizzazioni non governative e strutture sanitarie private.

ASSISTENZA SECONDARIA:

  • Ospedali, inclusi i reparti di medicina generale, chirurgia, pronto soccorso, psichiatria
  • Centri per le cure palliative, centri diagnostici ecc.

Attori e gruppi target

QUESITI:

  • Quali sono i principali attori coinvolti nella pratiche e che tipo di relazioni intrattengono?
  • Quali soggetti interessati potrebbero assumere direttamente o indirettamente un ruolo importante?
  • Quali sono i gruppi a cui si rivolge questa pratica?

QUALI ATTORI E GRUPPI TARGET SONO PRESI IN ESAME DALLO STRUMENTO DI VALUTAZIONE?

Le pratiche volte a promuovere dei sistemi di gestione della diversità e la comunicazione interculturale nel settore sanitario coinvolgono attori, gruppi target e soggetti interessati diversi. Gli attori e i gruppi target potrebbero essere dissimili in alcuni casi, per questa ragione è bene operare una distinzione. Intendiamo riflettere sui diversi ruoli degli attori coinvolti nella pratica, dei gruppi target e dei potenziali soggetti interessati. La valutazione può anche includere una descrizione dei rapporti che intercorrono fra gli attori ed i gruppi target.

ATTORI E RELAZIONI:

Per attori coinvolti nella pratica si intendono tutti quegli individui direttamente o indirettamente coinvolti nell’iniziativa descritta: personale sanitario e pazienti con relazioni di diverso tipo, fra cui:

  • rapporto fra operatori sanitari e pazienti;
  • rapporto fra operatori sanitari e familiari dei pazienti;
  • rapporti fra colleghi (relazioni con i superiori o all’interno delle équipe mediche);
  • rapporti fra pazienti e familiari, ecc.

GRUPPI TARGET:

Per gruppi target si intendono quei cittadini che sono direttamente coinvolti nella nuova iniziativa, i quali potrebbero ottenere dei vantaggi dai cambiamenti apportati. Si pensi, ad esempio, a una struttura sanitaria che abbia deciso di creare del materiale e delle brochure informative in lingue diverse affinché i cittadini con un diverso background linguistico e culturale possano avere la possibilità di leggere i diritti dei pazienti e le procedure di ricovero nella loro lingua madre.

Scopi e obiettivi

QUESITI:

  • Qual è lo scopo di questa pratica, secondo quanto annunciato da chi l’ha promossa?
  • Quali sono gli obiettivi concreti della pratica?

QUALI SCOPI E OBIETTIVI SONO PRESI IN ESAME DALLO STRUMENTO DI VALUTAZIONE?

È fondamentale fornire una descrizione dettagliata degli scopi e degli obiettivi della pratica al fine di semplificare l’analisi dei risultati. In genere, lo scopo è il movente della pratica ed attiene al piano politico-strategico, mentre gli obiettivi riguardano principalmente il piano pratico, ossia la scelta di attività e metodi atti a raggiungere un determinato scopo. Scopi ed obiettivi sono, dunque, strettamente correlati, sebbene nella descrizione appaiano molto diversi fra loro.

GLI SCOPI DELLA BUONA PRATICA:

  • Di solito vanno interpretati in una prospettiva a lungo termine. Essi corrispondono a dei principi politico-strategici quali la volontà di dare pari opportunità di accesso a determinati servizi o migliorare sia i servizi sia i bilanci attraverso una maggiore efficienza in determinati settori. Si pensi, ad esempio, alla possibilità di assumere un interprete che lavori a tempo pieno all’interno dell’ospedale al fine di garantire dei servizi migliori ai pazienti appartenenti a minoranze etniche. Oppure alla volontà di ridurre i tempi di attesa per determinate operazioni attraverso una maggiore cooperazione fra i medici di medicina generale attivi nella comunità locale e le strutture ospedaliere.

OBIETTIVI DELLA BUONA PRATICA:

  • Gli obiettivi concreti si riferiscono più specificamente al piano delle attività e ai metodi utilizzati al fine di raggiungere gli scopi primari, operando a livello strategico-organizzativo e mettendo a punto nuove attività, metodi e strutture organizzative. Quindi, ad esempio, se lo scopo finale è creare delle squadre di interpreti che operino negli ospedali pubblici, l’obiettivo concreto sarà quello di sviluppare dei corsi di formazione speciali per dotare queste figure delle competenze necessarie per fornire tali servizi. Un altro obiettivo potrebbe essere quello di creare delle procedure particolari per coinvolgere gli interpreti in determinate situazioni, in cui è richiesta la loro professionalità.

Approcci, attività, metodi

HERE WE ASK QUESTIONS LIKE:

  • What theoretical-methodical approach is used in the practice?
  • What concrete activities are implemented and how?
  • What methods used are supporting the activities and why? 

QUALI APPROCCI, ATTIVITÀ E METODI SONO PRESI IN ESAME DALLO STRUMENTO DI VALUTAZIONE?

L’approccio metodologico, le attività scelte ed i metodi utilizzati sono strettamente connessi agli obiettivi stabiliti.

APPROCCIO METODOLOGICO:

L’approccio metodologico non è altro che l’impianto teorico su cui si basa la pratica legandola a scopi ed obiettivi, nonché al contesto professionale. Inoltre, serve a motivare la scelta di determinate attività e procedure volte a raggiungere determinati obiettivi.

METODI ED ATTIVITÀ:

Sono tutte quelle misure intraprese allo scopo di raggiungere scopi ed obiettivi stabiliti. Continuando a servirci dell’esempio precedente della creazione di una squadra di interpreti da impiegare all’interno della struttura sanitaria, diverrebbe necessario ricercare delle agenzie di traduzione ed interpretariato per comprendere se è possibile cooperare con interpreti esterni.

Un’altra attività potrebbe essere quella di avere in pianta stabile una squadra di interpreti all’interno della struttura sanitaria, nel caso in cui sia possibile coprire i costi. Infine, un nuovo metodo potrebbe essere lo sviluppo di un modello innovativo in cui gli interpreti fungano anche da mentori per i migranti ed i loro familiari per aiutarli a rimuovere le barriere linguistiche.

Elementi valutativi

Risultati, effetti ed impatto

QUESITI:

  • Qual è la differenza fra risultati, effetti ed impatto?
  • Perché operiamo questa distinzione?
  • Quali elementi caratterizzano ciascuno di questi livelli?
  • In che modo essi sono complementari?

COME POSSIAMO DEFINIRE RISULTATI, EFFETTI E IMPATTO DI UNA BUONA PRATICA?

Quando si valuta una buona pratica, è necessario distinguere ed analizzare risultati, effetti ed impatto. 

  • Per quanto attiene i risultati: comprendere se e fino a che punto scopi e obiettivi sono stati raggiunti.
  • Per quanto attiene gli effetti: comprendere se la buona pratica produce gli effetti sperati, o è possibile ottenere degli altri effetti positivi
  • Per quanto attiene l’impatto: comprendere come e mediante quali strumenti la nuova pratica funziona e produce i risultati sperati.

L’idea alla base dello strumento di valutazione delle buone pratiche è che risultati, effetti ed impatto insieme ci forniscono dei dati completi sui punti di forza e sulla sostenibilità dei cambiamenti promossi dalle buone pratiche.  Combinando la valutazione dei tre livelli, possiamo avere un’immagine dettagliata dei risultati e dei cambiamenti promossi dalla nuova pratica. Inoltre, possiamo comprendere a pieno le attività ed i metodi che hanno portato ai risultati attesi e prodotto dei cambiamenti in quel particolare contesto e a favore di un determinato gruppo target. Ci aiutano ad individuare eventuali errori e a capire cosa andrebbe modificato al fine di raggiungere i medesimi effetti e risultati.

Valutazione Obiettivo della valutazione Previsioni
Valutazione e monitoraggio dei risultati Raggiungimento degli scopi e degli obiettivi Gli esiti a lungo termine
Valutazione degli effetti dell’iniziativa Risultati e margini di miglioramento I cambiamenti a lungo/breve termine
Valutazione dell’impatto delle misure adottate Strumenti e metodi operativi Le  conclusioni nel breve periodo/in corso d’opera
L’ANALISI DEI RISULTATI

L’analisi dei risultati prevede che ci si concentri sull’effettivo raggiungimento degli obiettivi e degli scopi iniziali mediante l’implementazione della pratica.

LA PROSPETTIVA TEMPORALE NELLA VALUTAZIONE DEI RISULTATI:

In generale, è bene  condurre l’analisi dei risultati dopo un certo periodo di tempo, soprattutto se si tratta di progetti a lungo termine e pratiche che prevedono il raggiungimento di numerosi obiettivi. Tuttavia, a volte potrebbe essere utile monitorare la buona pratica al fine di verificare se si è sulla strada giusta e se gli attori coinvolti hanno già riportato dei successi in base agli scopi e agli obiettivi.

ESEMPIO:

Scopi

  • Ridurre il tasso di mortalità fra pazienti con background migratorio affetti da diabete di tipo 2.
  • Fermare la crescita dei costi per il trattamento del diabete diffondendo la terapia fra pazienti con background migratorio affetti da diabete di tipo 2.

Obiettivi

Ideare una nuova campagna informativa e:

  • Distribuire una brochure multilingue contenente dei consigli nutrizionali rivolti al gruppo target.
  • Organizzare dei laboratori sui problemi legati al diabete in collaborazione con associazioni culturali di migranti e autorità sanitarie.

Risultati

  • Diminuzione della percentuale di decessi dovuti o legati a una mancata accettazione della cura prescritta per il trattamento del diabete di tipo 2.
  • Diminuzione della percentuale dei casi di diabete di tipo 2 fra il gruppo target in base alle statistiche di cui i medici di medicina generale e le autorità sanitarie sono in possesso.
L’ANALISI DEGLI EFFETTI

L’analisi degli effetti prevede che ci si concentri sugli elementi che hanno prodotto i cambiamenti ed i miglioramenti attesi in termini di innovazione in risposta alle esigenze di un gruppo in un determinato contesto istituzionale e organizzativo per concerne la mentalità, gli atteggiamenti e il livello di competenze di un gruppo di professionisti. Valutando gli effetti, andiamo al di là degli scopi e degli obiettivi per concentrarci sulle prove e sulla sostenibilità del cambiamento.

LA PROSPETTIVA TEMPORALE NELLA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI:

In molti casi, c’è bisogno di più tempo, prima che certi effetti divengano duraturi ed evidenti. Pertanto, gli effetti vanno valutati nel lungo period. Tuttavia, riteniamo sia importante individuare dei segnali di cambiamenti al fine di verificare che le attività ed i metodi utilizzati nelle pratiche possano produrre gli effetti sperati nel lungo periodo.

ESEMPIO:

Scopi

  • Ridurre il tasso di mortalità fra pazienti con background migratorio affetti da diabete di tipo 2.
  • Fermare la crescita dei costi per il trattamento del diabete diffondendo la terapia fra pazienti con background migratorio affetti da diabete di tipo 2.

Obiettivi

Ideare una nuova campagna informativa e:

  • Distribuire una brochure multilingue contenente dei consigli nutrizionali rivolti al gruppo target.
  • Organizzare dei laboratori sui problemi legati al diabete in collaborazione con associazioni culturali di migranti e autorità sanitarie.

Effetti

  • Si riscontra una riduzione significativa del numero di ricoveri ospedalieri fra i pazienti del gruppo target dall’inizio della campagna.
  • Si riscontra un aumento significativo nel numero di consulti preventivi presso gli ambulatori fra i pazienti ed altri gruppi a rischio che fanno parte del gruppo target.
  • Si riscontra un crescente ricorso ai servizi promossi fra le minoranze etniche dall’inizio della campagna.

L’ANALISI DELL’IMPATTO

Per analizzare l’impatto di una buona pratica è necessario comprendere in che modo e per quali ragioni le attività ed i metodi utilizzati abbiano portato al raggiungimento dei risultati e degli effetti attesi. Valutando l’impatto, di fatto mettiamo sotto una lente di ingrandimento l’intero processo di implementazione della pratica. Si esaminano i rapporti ed i nessi causali che legano, da una parte le attività ed i metodi applicati – dall’altra, le precondizioni, le esigenze, i requisiti, e la mutazione dei rapporti fra i gruppi target interessati dalla nuova pratica.

L’analisi dell’impatto si basa sull’esame dei cosiddetti meccanismi operativi, ossia delle attività, dei metodi e dei processi che sostengono e supportano il raggiungimento di determinati effetti e risultati. Quando ci si concentra sui meccanismi operativi di una nuova pratica, bisogna analizzare come e perché quella pratica funziona in quel contesto e per quel particolare gruppo target.

Ad esempio, potremmo chiederci: per quale ragione i pazienti affetti da diabete di tipo 2 appartenenti a minoranze etniche sono stati influenzati dalla loro partecipazione ai laboratori condotti a livello locale a tal punto da scegliere di cambiare il loro stile di vita, le loro abitudini alimentari, nonché di adottare un atteggiamento più fiducioso nei confronti del proprio medico di medicina genarale.

Un meccanismo operativo potrebbe essere la cooperazione e la presenza delle autorità della comunità locale durante i laboratori promossi nel corso della campagna. 

Un altro meccanismo operativo potrebbe essere la capacità della campagna di accorciare le distanze fra abitudini alimentari tradizionali e nuove diete più salutari.

LA PROSPETTIVA TEMPORALE NELL’ANALISI DELL’IMPATTO:

È importante condurre delle analisi dell’impatto con cadenza regolare in modo da modificare le condizioni che ostacolano l’implementazione della buona pratica, quali metodologie errate o strutture organizzative che non supportano adeguatamente la pratica. Tali elementi risultano evidenti solo nel momento in cui l’analisi dell’impatto rivela in quale misura, come e per quale ragione la nuova pratica non riesce a produrre i risultati speciali. L’analisi dei processi e dell’impatto e dei meccanismi operativi consente di individuare eventuali ostacoli.

Indicatori di successo

QUESITI:

  • Qual è il legame fra gli indicatori di successo, gli scopi e gli obiettivi?
  • Quali potrebbero essere gli indicatori di successo dei risultati della buona pratica?
  • Quali potrebbero essere gli indicatori di successo degli effetti della buona pratica?
  • Quali potrebbero essere gli indicatori di successo dell’impatto della buona pratica?
COSA LEGA INDICATORI DI SUCCESSO, SCOPI ED OBIETTIVI DELLE BUONE PRATICHE

Gli indicatori di successo sono dei fattori che attestano l’effettivo raggiungimento di scopi ed obiettivi. Gli indicatori di successo costituiscono il sistema di misurazione utilizzato nello strumento di valutazione. Analizzando gli indicatori di successo, possiamo comprendere se la nuova pratica sta portando ai risultati e agli effetti sperati ed individuare i meccanismi sottesi a questo processo.

GLI INDICATORI DI SUCCESSO INERENTI ALLE COMPETENZE INTERCULTURALI E AL SISTEMA DI GESTIONE DELLA DIVERSITÀ NEL SETTORE SANITARIO

Per quanto concerne gli scopi e gli obiettivi relativi alla promozione della gestione della diversità e delle competenze interculturali nel settore sanitario, gli indicatori di successo possono riferirsi alle pratiche messe in atto su più livelli:

  • Cambiamenti a livello politico nel quadro legislativo e giuridico allo scopo di perfezionare le misure anti-discriminatorie volte a garantire una certa parità di trattamento per far sì che migliorino le condizioni in cui si inserisce il sistema di gestione della diversità e le procedure atte a promuovere la comunicazione interculturale nelle strutture sanitarie.
  • Cambiamenti a livello istituzionale all’interno delle strutture organizzative al fine di promuovere delle procedure atte a garantire il rispetto della diversità culturale.
  • Cambiamenti a livello professionale per quanto attiene i valori e le competenze degli operatori sanitari al fine di permettere loro sanitari di implementare delle procedure e delle prassi che tengano conto della diversità culturale dei pazienti.

Gli indicatori di successo sono strettamente legati agli scopi e agli obiettivi, al gruppo target e al contesto di ciascuna pratica, tuttavia è bene individuare dei criteri che possano essere utili a promuovere il rispetto e la valorizzazione della diversità e dell’interculturalità nel settore sanitario. Questi esempi possono essere considerati uno strumento di supporto che permette di definire gli indicatori di successo. In questo modo gli operatori sanitari potranno sviluppare e implementare una nuova pratica volta a migliorare i sistemi di gestione della diversità ed i processi di acquisizione delle competenze interculturali in questo settore.

DATI E METODI DI MISURAZIONE

Gli indicatori di successo si basano sia su dati quantitativi che qualitativi, purché siano misurabili. Per questa ragione è bene chiedersi che tipo di dati sono adatti a tali rilevazioni.  

TRIANGOLAZIONE METODOLOGICA: A volte è necessario produrre dei dati quantitativamente misurabili come il numero o la percentuale di individui appartenenti a un determinato gruppo target che dovranno cambiare il loro comportamento in una certa maniera – come i pazienti affetti da diabete di tipo 2 presentati nell’esempio precedente. Altre volte, è necessario utilizzare dati qualitativamente misurabili ricavati attraverso colloqui ed interviste. Si pensi, ad esempio, a un gruppo di pazienti affetti da diabete di tipo 2 cui viene chiesto di condividere la propria esperienza e di parlare del nuovo tipo di dieta da loro seguita. Tali informazione, pur richiedendo un’interpretazione, possono essere quantificate. In generale, quando si affronta l’implementazione di progetti importanti e nuove pratiche, è necessario ricorrere a diversi dati e misurazioni per valutare i risultati, nonché gli effetti e l’impatto a medio e lungo termine. Suggeriamo, dunque, di servirsi della triangolazione metodologica, ossia una combinazione di fonti di informazione e metodi di misurazione differenti. In questo modo possiamo essere certi dell’attendibilità delle conclusioni della valutazione della pratica. Fra le possibili fonti di informazione ricordiamo:

Dati quantitativi Dati qualitativi
  • Registri e archivi
  • Dati e analisi statistiche
  • Sondaggi
  • Ricerche bibliografiche
  • Interviste strutturate, semi-strutturate, narrative
  • Gruppi di discussione
  • Laboratori
  • Studi ed osservazioni sul campo.

INDICATORI DI SUCCESSO PER I RISULTATI DELLE BUONE PRATICHE

Sulla base dell’esempio precedente, elenchiamo di seguito i principali indicatori di successo per la valutazione dei risultati delle buone pratiche nel settore sanitario:

Risultati

  • Diminuzione della percentuale di decessi dovuti o legati a una mancata accettazione della cura prescritta per il trattamento del diabete di tipo 2.
  • Diminuzione della percentuale dei casi di diabete di tipo 2 fra il gruppo target in base alle statistiche di cui i medici di medicina generale e le autorità sanitarie sono in possesso.

Indicatori di successo

  • Diminuzione di 20 punti percentuali del tasso di mortalità per patologie legate al diabete di tipo 2 entro 3 anni.
  • Diminuzione di 20 punti percentuali nel numero di pazienti affetti da diabete di tipo 2 entro 3 anni
  • Distribuzione di brochure tradotte in più lingue fra il 90% dei pazienti affetti di tipo 2 appartenenti al gruppo target.
  • Organizzazione di 20 laboratori all’interno delle comunità locali.

 

Altri possibili indicatori di successo per i risultati delle buone pratiche:

Fra i risultati ottenuti dalle buone pratiche ricordiamo:

  • Divulgazione di un codice di condotta sulla comunicazione interculturale in strutture sanitarie che offrono assistenza primaria e secondaria.
  • Parità di accesso ad opportunità lavorative e di formazione con l’ausilio di nuovi metodi di selezione del personale che garantiscano una certa diversità all’interno delle strutture sanitarie.
  • Nuove procedure per la diagnosi dei pazienti con background migratorio/appartenenti a minoranze etniche.
  • Servizi di interpretariato interno con regole ben precise sul ricorso ed il coinvolgimento degli interpreti nelle procedure di routine all’interno delle strutture ospedaliere.
  • Un sistema innovativo che favorisca la cooperazione fra pazienti, familiari ed operatori sanitari.
  • Maggiori opportunità di accesso a determinati servizi sanitari per utenti con background migratorio/appartenenti a minoranze etniche.
  • Diminuzione del numero di discriminazioni conclamate o vissute dagli operatori sanitari con background migratorio/appartenenti a minoranze etniche nello svolgimento delle loro mansioni quotidiane.
INDICATORI DI SUCCESSO DEGLI EFFETTI DELLE BUONE PRATICHE

Sulla base dell’esempio precedente, elenchiamo di seguito i principali indicatori di successo per la valutazione degli effetti delle buone pratiche nel settore sanitario:

Effetti

  • Si riscontra una riduzione significativa del numero di ricoveri ospedalieri fra i pazienti del gruppo target dall’inizio della campagna.
  • Si riscontra un aumento significativo nel numero di consulti preventivi presso gli ambulatori fra i pazienti ed altri gruppi a rischio che fanno parte del gruppo target.
  • Si riscontra un crescente ricorso ai servizi promossi fra le minoranze etniche dall’inizio della campagna.

Indicatori di successo

  • Il 70% dei pazienti appartenenti al gruppo target ha scelto di cambiare le proprie abitudini alimentari a seguito della campagna.
  • Il 50% dei pazienti appartenenti al gruppo target ha scelto di richiedere un consulto preventivo al proprio medico generico a seguito della campagna.
  • L’80% dei pazienti coinvolti nelle attività promosse dalla campagna hanno dichiarato di sentirsi meglio in virtù delle loro nuove abitudini alimentari.
  • Il 70% dei pazienti coinvolti nella campagna ha scelto di ricorrere ai servizi promossi sul territorio a seguito della campagna.

 

Altri possibili indicatori di successo per gli effetti delle buone pratiche:

Fra gli effetti ottenuti dalle buone pratiche ricordiamo:

  • Una diminuzione del numero di ricoveri ospedalieri fra i pazienti con background migratorio/appartenenti a minoranze etniche in virtù di migliori esami diagnostici basati anche su una conoscenza più approfondita degli elementi culturali.
  • Una maggiore conoscenza e ricorso a sistemi medici e pratiche non occidentali da parte degli operatori sanitari, in virtù della partecipazione sistematica a corsi di formazione all’interculturalità.
  • Un più alto tasso di successi nelle terapie e nelle cure offerte ai pazienti con background migratorio/appartenenti a minoranze etniche, grazie a delle iniziative e a delle misure di prevenzione promosse dalle comunità locali ed in virtù di una rete di cooperazione fra attori e soggetti interessati nel settore della sanità pubblica e privata.
  • Servizi di interpretariato interno con regole ben precise sul ricorso ed il coinvolgimento degli interpreti nelle procedure di routine all’interno delle strutture ospedaliere.
  • Un nuovo sistema istituzionale che favorisca la cooperazione fra pazienti, familiari ed operatori sanitari.
  • Maggiori opportunità di accesso a determinate servizi sanitari per utenti con background migratorio/appartenenti a minoranze etniche.
  • Un miglior benessere psico-fisico e una maggiore fiducia nel sistema sanitario fra i pazienti ed i cittadini con background migratorio/appartenenti a minoranze etniche.
  • Diminuzione del numero di discriminazioni conclamate o vissute dagli operatori sanitari con background migratorio/appartenenti a minoranze etniche nello svolgimento delle loro mansioni quotidiane.

Adattare la buona pratica a un nuovo contesto: aspetti di cui tener conto

QUESITI:

  • Quali sono le condizioni necessarie per l’implementazione della pratica?
  • Quali sono le capacità e le competenze necessarie al fine di implementare e promuovere la pratica?
  • Di quali elementi bisogna tenere conto nel corso del processo di adattamento della buona pratica?
QUALI SONO LE CONDIZIONI CONTESTUALI NECESSARIE?

Per adattare una buona pratica a un nuovo contesto, è fondamentale conoscere le condizioni contestuali presenti all’inizio. Sebbene queste possano essere state implementate e sviluppate in contesti simili – ad esempio nello stesso reparto ospedaliero – le condizioni potrebbero apparire differenti a un esame più attento. Per questa ragione è fondamentale procedere a un’analisi contestuale prima di trasferire una buona pratica da una struttura sanitaria all’altra.

È opportuno notare che la cornice istituzionale e strutturale può variare in maniera significativa anche se si tratta di servizi sanitari molto simili. Si pensi, ad esempio, alle condizioni economiche che variano in base alle normative vigenti. Lo stesso vale anche per l’accesso ad altre forme di finanziamento quale l’utilizzo di fondi privati, ecc.

Inoltre, anche le modalità organizzative presentano delle differenze sia a livello nazionale che internazionale. Il supporto da parte dei quadri dirigenziale, la capacità del personale di adattarsi, nonché la motivazione e la prontezza ad apportare dei cambiamenti ai metodi di lavoro sono elementi contestuali di grande importanza per garantire il successo nell’implementazione della buona pratica.

Ogni tentativo di trasferimento o adattamento di una buona pratica a un nuovo contesto deve tenere conto delle variabili contestuali:

  • Quali sono le coperture finanziarie su cui si basa la buona pratica – quali costi e quali risorse finanziarie sono inserite in bilancio?
  • In che modo viene gestita la buona pratica – si tratta di un progetto o di una procedura di routine?
  • Il personale sanitario ottiene dei benefici dall’implementazione della buona pratica – oppure questa danneggia alcune categorie di dipendenti?