Quali sono le zone sensibili nel settore sanitario?

I 60 incidenti che abbiamo analizzato (solo una selezione è stata tradotta nelle lingue dei paesi partner) si sviluppano attorno a temi differenti:

LE ZONE SENSIBILI

1. RAPPRESENTAZIONE E USO DEL CORPO

Il corpo è sicuramente l’oggetto di ogni visita medica, ma è anche un prodotto culturale mediante il quale percepiamo cambiamenti e problematiche.

Se è vero che la cultura lascia la propria impronta su tutti i corpi, è vero anche che quest’impronta si differenzia da un corpo all’altro: possiamo facilmente individuare i segni che la moda traccia sui corpi. Si pensi, ad esempio ai piercing o ai tatuaggi, agli interventi di chirurgia plastica o ai marchi lasciati dai riti di passaggio. Sono tutte modalità che ci permettono di rivestire il corpo di significati culturali. Come sostiene Le Breton, il corpo non esiste in maniera naturale, tutte le culture lasciano tracce su di esso: aggiungono (tatuaggi, trucco, cicatrici, gioielli..), o tolgono qualcosa (circoncisione, escissione, depilazione, mutilazione..) oppure ne modellano delle parti (collo, orecchie, labbra, piedi, cranio).

Anche in campo medico è possibile ritrovare tale varietà per quanto concerne il modo in cui il corpo va “trattato”, avvicinato o toccato. I limiti su ciò che può essere mostrato possono variare in base al luogo in cui avviene la visita o all’aspettativa su come o quando un dottore possa toccare un/una paziente (Visita ginecologica in Giappone). Essendo il corpo al centro di ogni attività medica, gli operatori sanitari devono essere consapevoli della diversità rappresentata dai corpi che curano: in alcuni degli incidenti raccolti abbiamo ritrovato il concetto di tabù del corpo: una paziente che non si sente a proprio agio nello stare nuda in una sala d’attesa accanto ad un’altra paziente; o nel caso che racconta del disagio di un’operatrice sanitaria nel vedere un corpo nudo (Campione di urina). L’esigenza di nascondere il proprio corpo deriva da una lunga tradizione religiosa in cui il corpo era considerato peccaminoso, pertanto era necessario che fosse nascosto alla vista. Secondo altre teorie, come la Teoria sulla gestione del terrore, i nostri corpi sono fonte di conflitto perché ci ricordano la nostra vicinanza al mondo animale: per differenziarci da essi, adottiamo una strategia di “controllo delle ansie legate alla morte immergendoci nel mondo dei significati e dei valori culturali” ed è questa una delle ragioni per le quali non ci sentiamo a nostro agio quando siamo nudi e – quindi – vulnerabili; oppure cerchiamo di sublimare o nascondere tutte le nostre funzioni e reazioni corporee (russare, emettere peti o rutti, sudare).

Igiene

In ospedale vi sono dei protocolli sanitari e delle misure igieniche molto rigide, tuttavia le categorie concettuali di sporco/pulito variano di cultura in cultura. Infatti, l’idea d’igiene corporea può assumere una connotazione morale, vicina a quella di purezza (Religione al porto, Il paziente irsuto). Nell’incidente critico Sale Grosso il concetto ristretto d’igiene è in contrasto con l’interpretazione più trascendentale di purezza durante l’esecuzione di un rituale di purificazione che consiste nel ricoprire il pavimento dell’ospedale con del sale. Per la paziente e i suoi familiari, il sale dovrebbe contribuire ad allontanare gli spiriti maligni – vibrazioni negative che contribuiscono alla malattia, mentre per il personale sanitario il sale sul pavimento non è che una minaccia alle norme igieniche.

Incidenti critici sulla rappresentazione e uso del corpo
Visita ginecologica in Giappone FRANCIA
Nude AUSTRIA
Il campione di urina AUSTRIA
Religione al molo ITALIA
Avere rapporti sessuali con i pazienti AUSTRIA
Disabilitare l’accesso REGNO UNITO
Il paziente irsuto UNGHERIA

2. PREGIUDIZIO, CULTURALIZZAZIONE, DISCRIMINAZIONE

In linea teorica è possibile notare gli effetti dei pregiudizi sul modo di percepire ed interpretare le in tutti gli incidenti raccolti. Tuttavia essi sono al centro di alcuni incidenti critici raccolti. In particolare, forme differenti di pregiudizio (atteggiamenti emotivamente connotati nei confronti di determinati gruppi culturali/sociali) possono motivare gli atteggiamenti adottati.

Percezione del pregiudizio altrui

In diversi casi qui presentati i membri di gruppi minoritari prevedono il pregiudizio che altri avranno nei loro confronti. Tale intuizione spinge, ad esempio, il paziente affetto da AIDS di Batteri nel sangue a nascondere la propria malattia. In C come Epatite C il paziente rom malato di epatite C si sente discriminato perché pensa che la lettera C sulla macchina per la dialisi stesse per C di “cigany”(zingari), la parola ungherese per definire in maniera dispregiativa le persone di etnia rom.

Percezione del pregiudizio che uno scatena negli altri

Il pregiudizio non è solo percepito, ma qualche volta diventa evidente, e queste manifestazioni possono oscillare dall’essere molto sottili a divenire delle osservazioni scoperte. Nell’incidente Medico imbarazzato una paziente con disabilità incontra una sostituta del proprio medico che appare sorpresa e a disagio per via della sua disabilità.

Culturalizzazione e incapacità di cogliere i riferimenti culturali

La conoscenza superficiale o limitata delle differenze culturali induce, qualche volta, ad interpretare un comportamento attraverso la lente della cultura anche in momenti in cui altri fattori  – di natura personale o contestuale – sono in gioco. Tali interpretazioni possono divenire estremamente pericolose quando la spiegazione culturale costituisce una giustificazione per non intervenire. In Violenza domestica, gli assistenti sociali decidono di non agire quando una donna inglese di origini indiane dichiara di essere stata picchiata dal proprio marito, perché sospettano che la violenza sia culturalmente giustificabile.

Può anche accadere l’errore opposto: le pratiche culturali sono spesso interpretate come abitudini personali. In Massaggio del bambino i movimenti energici di una madre africana che pratica un massaggio sul corpo del suo bambino sono interpretate come un’aggressione.

Entrambi gli errori possono essere connessi a ciò che Ross ha definito come un errore di attribuzione che spinge gli esseri umani ad interpretare i comportamenti dei propri simili basandosi su delle spiegazioni interiori costruite mediante dei pregiudizi, invece che su osservazioni di carattere contestuale (Ross 1977).

Discriminazione

Sebbene le manifestazioni esplicite dei pregiudizi e di discriminazione siano sempre più rare, accade ancora di essere costretti a confrontarcisi, anche in ambito sanitario. La gravità di queste situazioni sta nel fatto che qui il pregiudizio conduce ad azioni discriminatorie. Ne L’insulto uno studente di assistenza sanitaria con genitori immigrati deve affrontare l’atteggiamento discriminatorio scorretto di un supervisore clinico. Nel Il reclamo  un’infermiera danese di origini straniere riceve delle lamentele da parte della figlia di una paziente, nonostante le sembri di non aver commesso nessuna colpa al di là di quella di essere diversa. Nella sezione I guanti (un giovane specializzando in ginecologia rimane sconvolto quando il suo collega più esperto decide di indossare i guanti solo perché stava esaminando una donna immigrata.

Incidenti critici su pregiudizio, culturalizzazione e discriminazione
C come epatite C UNGHERIA
Microbi nel sangue AUSTRIA
Il medico in imbarazzo DANIMARCA
Violenza domestica REGNO UNITO
Massaggio pediatrico FRANCIA
L’insulto DANIMARCA
Il reclamo DANIMARCA
Donna incinta a Lampedusa ITALIA
Il bambino che aveva ingerito una sostanza velenosa UNGHERIA

3. MORTE, LUTTO

La morte è una questione difficile in campo ospedaliero: va gestita con cura nel rispetto della sensibilità di ciascuno, del modo di relazionarsi ad un momento tanto delicato e di vivere i rituali ad essa collegati, tenendo conto anche delle differenze tra la definizione di “morte” data dalla scienza ed il tempo che occorre ai familiari per rielaborare il lutto. È complicato comunicare alle persone care la morte di un parente, non solo per via della delicatezza della materia, ma perché costituisce un terreno di scontro fra scienza e spiritualità. Ciò costituisce un problema non solo per i pazienti, ma anche per i parenti ed il loro rapporto con la morte: un’infermiera è rimasta sorpresa dalla moglie di un malato terminale che non aveva mai visto un defunto e “ha chiesto ai parenti di un uomo appena scomparso nella struttura il permesso di vedere il defunto in modo da abituarsi all’idea” (Malato terminale turco).

Poiché le persone non hanno la stessa percezione o le stesse idee sulla morte, differisce anche il modo in cui esponenti di culture differenti reagiscono ad essa, mettendo in pratica determinate azioni e rituali culturalmente connotati (Morte di un bambino).

La prospettiva di un paziente o dei suoi parenti riguardo al problema della morte è cruciale, perché, in effetti, può sembrare che non sia facile parlarne o che esistano delle differenze tra i familiari e il paziente stesso in merito, per di più quando il parere di un medico occidentale si confronta con un’altra cultura (Fine vita).

Incidenti critici su morte e lutto
Il malato terminale turco DANIMARCA
Morte di un bambino FRANCIA
Bambino deceduto REGNO UNITO
La fine della vita REGNO UNITO

4. INDIVIDUALISMO, COLLETTIVISMO, RUOLO DELLE FAMIGLIE

Nelle società europee occidentali si tende ad avere un orientamento individualista: siamo noi a decidere cos’è meglio per noi e i nostri cari. I nostri bisogni hanno la priorità sulle esigenze comunitarie. Altre società hanno un orientamento più solidale, secondo il quale la libertà di scelta individuale è meno importante delle relazioni e dei comportamenti sociali. Con Individualismo descriviamo la tendenza di una società a prediligere la costruzione di rapporti meno vincolanti fra gli individui che si limitano a prendersi cura di se stessi e dei loro familiari più cari. Con collettivismo (o comunitarismo), invece, descriviamo la tendenza di una società a costruire delle relazioni forti fra i suoi membri, che possono legittimamente attendersi che il resto della comunità si prenderà cura delle loro esigenze, in cambio della loro lealtà pressoché assoluta. La tendenza di una società ad adottare uno di questi due modelli si riflette nella misura in cui ciascuno definisce la propria identità rispetto ai concetti di “Io”/“Noi” (Hofstede 1998).

Nel periodo di degenza di un paziente in ospedale il supporto della famiglia è fondamentale. Tuttavia, a volte, questa potrebbe divenire una presenza ingombrante ed interferire con il lavoro del personale sanitario. È importante, dunque, tenere conto delle dimensioni delle diverse famiglie che possono allargarsi fino a comprendere anche dei membri della comunità (Assistenza domiciliare alle famiglie Rom, Stufato di pollo per la nonna).

È opportuno ricordare che spesso gli operatori sanitari non possono comunicare direttamente con i pazienti (a causa di problemi contingenti) e devono rivolgersi esclusivamente ai loro familiari. Al fine di facilitare quest’operazione è bene che gli operatori sanitari comprendano l’organizzazione interna della famiglia ed il ruolo ricoperto da ciascun membro (Visita a una paziente Rom).

Ruoli familiari tradizionali/normativi

Le differenze culturali tra dottori e pazienti sono comuni e potrebbero avere importanti implicazioni per l’incontro clinico. Un medico, però, è responsabile del suo paziente solo quando si trova all’interno della struttura sanitaria. Nel raccogliere gli incidenti critici abbiamo riscontrato una certa discrasia tra le responsabilità assegnate o assunte dal personale sanitario e i parenti del paziente. Possiamo capire la posizione del personale medico sconvolto da ciò che essi giudicano come mancanza di responsabilità o mancanza d’interesse da parte dei parenti verso un paziente (Bevande velenose per il bambino, Responsabilità della salute dei genitori) poiché i ruoli familiari rispecchiano delle norme sociali e aspettative specifiche su ciò che è considerato appropriato o inappropriato in una particolare società.

Incidenti critici su Individualismo, collettivismo, ruolo della famiglia
Cure domiciliari a una famiglia rom DANIMARCA
Stufato di pollo per la nonna UNGHERIA
Visita a un ragazzo rom FRANCIA
Responsabilità della salute dei genitori ITALIA
Rapporto padre-figlio AUSTRIA
L’insegnante AUSTRIA
Gratitudine ITALIA
La donna analfabeta AUSTRIA
La donna disperata DANIMARCA

5. GENERE

Il genere si riferisce all’“insieme socialmente costruito delle aspettative, dei comportamenti e delle attività di donne e uomini, attribuite in base al  sesso”. Le aspettative sociali riguardo ai ruoli di genere dipendono da un particolare contesto socio-economico, politico e culturale e sono influenzate da altri fattori quali l’etnia[1], la classe sociale, l’orientamento sessuale e l’età. I ruoli di genere si acquisiscono e variano ampiamente di società in società nel corso del tempo.

Non solo il genere è socialmente costruito, ma è un argomento altamente sensibile in tutte le culture. Le battute sulla sessualità sono avvertite come molto offensive (per esempio ne La macchia) e le persone sono minacciate da manifestazioni di genere che differiscono dalle proprie.

Secondo Hofstede, le concezioni e gli approcci alla questione del genere costituiscono una delle più importanti differenze fra le culture, a punto tale da costituire una “dimensione tabù”  (Hofstede 1998). In base alle sue ricerche, è possibile calcolare la tendenza (statistica) generale di una cultura verso valori classicamente considerati maschili o femminili. Tale distinzione ha un’applicabilità limitata poiché il contenuto di ciò che classicamente è considerato “femminile” o “maschile” ha una diversità culturale tale da ridurre queste a delle categorie senza significato. Ciononostante, Hofstede ha identificato un’altra dimensione, che consiste nella differenziazione più o meno accentuata dei ruoli di genere e delle caratteristiche ad essi attribuite, che determinano delle società ad alta o bassa differenziazione. Tale differenziazione è individuabile sulla base di pratiche e comportamenti adottati: scelte professionali di uomini e donne, regole di interazione e di cortesia, codici di abbigliamento, uso dello spazio, ruoli all’interno della famiglia e anche distribuzione del potere. Esponendti di società ad alta o bassa differenziazione non percepiscono le rispettive manifestazioni rispetto alla categoria di genere come “inoffensive”, ma come minacce a valori per loro fondamentali. Per persone che vivono in società a bassa differenziazione, i ruoli di genere tradizionali sono percepiti come “antiquati”, un segno della sottomissione e dell’oppressione delle donne. Secondo i membri di società ad alta differenziazione, la sovrapposizione dei concetti di maschile e femminile è percepita come una minaccia alla morale, alla purezza e alla concezione tradizionale della famiglia.

Abbiamo osservato tale differenziazione su tre livelli negli incidenti raccolti:

Differenza nella presentazione di se stessi, nei codici di abbigliamento e nelle regole di comunicazione

Quando si predilige una differenziazione marcata dei ruoli di genere, aumentano le differenze fra uomini e donne. Il primo strato di differenze è costituito da come uomini e donne si comportano, si vestono ed interagiscono. In Visita col burqa emergono delle difficoltà a causa del codice di abbigliamento della paziente, che prevede che copra ogni parte del suo corpo in presenza di uomini con i quali non ha dei legami di parentela. Nello stesso gruppo culturale e religioso gli uomini non hanno bisogno di coprirsi: la loro pelle non viene considerata parte sensibile del corpo, al contrario che per le donne. Le culture a bassa differenziazione diffidano di tali pratiche e ritengono che siano un segno dell’oppressione delle donne.

Norma sull’interazione e la separazione fisica

La differenziazione dei ruoli di genere, di solito, comporta delle prescrizioni per le interazioni tra uomini e donne: come possono parlare tra di loro, scambiare uno sguardo o un contatto fisico. In Darsi una stretta di mano (AU), si descrivono le tensioni scatenate dalle regole di interazione, che vietano il contatto fisico tra uomini e donne. La separazione è, qualche volta, evidenziata dalla divisione dello spazio che uomini e donne possono occupare. Ad esempio, quando si vieta ad a uomini e donne estranei di stare nella stessa stanza se non c’è una terza persona (il malato terminale turco, Dottoressa, IT). Infine, il bisogno della separazione è qualche volta collegato a specifici momenti connessi alla salute o al ciclo biologico delle donne (come in Il ciclo mestruale,).

Ruoli e posizioni di potere

Essendo alla base dell’organizzazione sociale, le rappresentazioni di genere sono inevitabilmente connesse ai rapporti di potere, alle strutture gerarchiche e all’opposizione individualismo/comunitarismo. Spesso tali dimensioni si fondono insieme, rendendo difficoltoso il processo di analisi che induce spesso a trarre delle conclusioni sul sessismo e la mancanza di emancipazione delle donne. Nella sezione Senza voce in capitolo  l’operatrice sanitaria si augura di poter assistere una signora di origini indiane e le sue figlie per dar loro voce e dichiarare i loro desideri – interpretando la mancanza di auto-espressione degli individui come mancanza di emancipazione.

Incidenti critici sul Genere

La macchia UNGHERIA
Stretta di mano AUSTRIA
La signora Dottoressa ITALIA
Il ciclo mestruale FRANCIA

[1] La connotazione e l’uso del termine razza variano in base alla lingua e al contesto socio-culturale di riferimento. In italiano, ad esempio, ha una connotazione principalmente biologica e nel linguaggio comune ha un’accezione per lo più polemica o spregiativa (Dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti, http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/R/razza_1.shtml). Al di là delle caratteristiche fisiche e biologiche, in inglese, ad esempio, il termine race si riferisce anche a gruppi di individui uniti da storia, lingua e tratti culturali comuni (Cambridge Dictionary http://dictionary.cambridge.org/dictionary/english/race), pertanto, il suo utilizzo è meno controverso rispetto all’italiano. Dal momento che la dimensione socio-culturale è cruciale nell’ambito del progetto Healthy Diversity, nelle traduzioni delle varie risorse formative in italiano abbiamo perciò deciso di sostituire il temine razza con etnia/appartenenza etnica, lasciando razza solo quando, in base al contesto della frase, l’abbiamo ritenuto opportuno (NDT).

6. GERARCHIA, RAPPORTI DI POTERE

Questa dimensione esprime il grado in cui i membri meno potenti di una società accettano e si aspettano che il potere sia distribuito in modo diseguale. Il problema fondamentale qui è il modo in cui la società gestisce le disuguaglianze. Le persone che vivono in società ad alta differenziazione accettano l’ordine costituito e la gerarchia in cui ciascuno ha un posto e svolge un ruolo, per cui non ha bisogno di ulteriori giustificazioni. Nelle società a bassa differenziazione, le persone si sforzano di distribuire il potere in maniera equa e di trovare una spiegazione che giustifichi le disuguagliante.

Il settore sanitario è caratterizzato da una vera e propria struttura gerarchica. Le regole ed il sistema di potere sono fissi con una chiara distribuzione dei ruoli all’interno dell’organizzazione. Nonostante la trasparenza della gerarchia, in molti degli incidenti analizzati, abbiamo riscontrato che tale dimensione potrebbe portare anche confusione, fraintendimenti e interrogativi.

Rapporto con i pazienti: In ambito sanitario, il medico o l’infermiera rivestono una posizione di autorità e prestigio anche grazie a determinate insegne (codice di abbigliamento, camice bianco, lauree ecc.). Sono in possesso di una preparazione in ambito medico che li rende superiori ai pazienti. In base a questo rapporto, i pazienti hanno specifiche aspettative su come un medico dovrebbe comportarsi e viceversa, e quando queste aspettative non sono soddisfatte, ciò potrebbe comportare uno shock (Abuso di alcol) o una reazione negativa (Paziente senza fissa dimora). Una professione – come quella del medico – accresce anche il prestigio personale. Per questa ragione il rapporto fra medico e paziente è asimmetrico. È importante, però, tenere conto dell’esistenza di diverse gerarchie che possono entrare in conflitto. Si pensi, ad esempio, a La signora dottoressa, nel quale non opera soltanto la dimensione di genere ma anche quella dell’età. (un paziente italiano anziano rifiuta la visita medica da parte di una giovane specializzanda perché vuole essere visitato dal medico con più esperienza nel settore).

La dimensione gerarchica è più volte entrata a far parte degli incidenti critici. La distanza che il discorso del medico crea tra i professionisti e le famiglie, qualche volta, può portare ad una incomprensione (L’errore di interpretazione) perché le famiglie non osano chiedere più dettagli o chiedere al dottore di ripetere ciò che ha detto.  In questo incidente lo specializzando prova lo stesso a risolvere la situazione ma il medico responsabile chiarisce il fatto di non voler interferire nel lavoro dell’interprete: la divisione dei compiti e delle responsabilità sembra essere molto chiara per il medico, il quale ritiene di aver svolto bene il proprio compito e che non ci sia bisogno di ulteriori chiarimenti.

Rapporti all’interno dello staff: Anche all’interno dello staff medico esistono differenti rapporti di potere. Ma queste posizioni in realtà possono portare a possibili abusi quando una decisione viene presa da un superiore che non tiene in considerazione le parole del suo sottoposto, come nell’incidente Il reclamo.

 

Incidenti critici su gerarchia e rapporti di potere
Abuso di alcol REGNO UNITO
Il paziente senza tetto UNGHERIA
L’errore dell’interprete DANIMARCA
Il reclamo DANIMARCA
Terapie ospedaliere REGNO UNITO
Morte di un membro della famiglia AUSTRIA

 

7. SHOCK PERSONALE, MINACCIA ALLA PROPRIA IDENTITÀ

Molti degli incidenti critici costituiscono una sorta di minaccia alle nostre identità, perché ci invitano a confrontarci con un’immagine negativa di noi stessi, sia attraverso l’attività di riflessione personale sia attraverso l’immagine che gli altri proiettano su di noi. Molti degli incidenti descrivono situazioni in cui i protagonisti non sono in grado di presentare o mantenere la propria identità – un sé competente, cortese, esperto, educato, moderno, ecc.  Anche se tali minacce all’identità spesso fungono da elementi secondari complementari al tema principale dell’incidente (come religione o genere), pensiamo che siano fattori chiave per spiegare l’intensa reazione difensiva di cui possiamo essere testimoni in alcune situazioni.

Il paziente può avvertire una minaccia alla propria identità, in seguito a manifestazioni di pregiudizio e discriminazione in cui la complessità della propria personalità viene ridotta a un solo aspetto (vedi L’aggressione, Il medico in imbarazzo). Le tensioni possono anche sorgere per via di rappresentazioni stereotipate attribuite alle proprie identità: nella sezione Il ciclo mestruale una giovane donna di origini indiane si confronta con l’immagine tradizionale delle donne indiane durante le mestruazioni a lei estranea, ma che si riflette sulla sua persona per via delle origini indiane. Gli shock personali degli operatori sanitari sono particolarmente frequenti nelle situazioni interculturali, e possono accadere lungo linee differenti.

Prossimità delle identità: tensione tra separazione e identificazione

Nella sezione Lavare un coetaneo il narratore è combattuto tra la posizione del professionista e quella dell’amico. Togliere le feci dal pene eretto di un coetaneo potrebbe essere un gesto professionale, in base ad una distanza appropriata, ma ci sono troppi punti di collegamento tra lui e il paziente, e mantenere la distanza diventa impossibile.

Non un professionista, solo una donna

Molti dei casi in cui compare l’identità di genere sono uniti da una specifica minaccia all’identità: le professioniste (medici o infermiere) sono improvvisamente ridotte alla loro identità femminile quando i pazienti rifiutano di essere curati da loro. Come se i propri studi e la competenza professionale potessero tutti diventare tutt’a un tratto irrilevanti (cfr, La signora dottoressa).

Impossibilità di portare a termine il proprio compito (Visita col burqa) 

Le differenze culturali possono diventare un ostacolo per i medici nel portare a termine il proprio compito nel momento in cui queste spingono i pazienti a rifiutare i trattamenti.  In alcuni casi gravi ciò potrebbe costituire un rischio per la vita del paziente (come negli incidenti denominati Trasfusione e Stufo). In altre situazioni, medici, infermieri e paramedici non riescono invece ad eseguire le preocedure necessarie a mantenere un senso di efficacia e competenza proprio della loro identità professionale (morte di uno dei membri della famiglia, AU).

Incidenti critici su shock personali e minacce alla propria identità

Pasti in ospedale REGNO UNITO
Presupposti culturali ITALIA
Stufo ITALIA
Visita col burqa FRANCIA
Lavare un coetaneo AUSTRIA

 

8. RAZIONALITÀ, VISIONI DEL MONDO

Circa quindici degli incidenti raccolti sono connessi ai sistemi religiosi o alle credenze trascendentali, temi delicati per due ragioni. La prima è ispirata alle argomentazioni della Teoria della gestione del terrore (Goldenberg 2006:1265) secondo la quale il settore sanitario, o – più in generale – la malattia può indurre il bisogno di una difesa simbolica per combattere l’ansia esistenziale legata alla prossimità della morte. In alcuni casi lo strato protettivo creato dai sistemi di credenze richiede di essere rinforzato.  La vicinanza alla malattia o alla morte è un momento che spinge le persone non praticanti a ricorrere nuovamente alla propria religione e alla propria fede. La seconda argomentazione è quella proposta da Cohen-Emerique (2015:181) secondo la quale alcune zone sensibili ci portano indietro a sistemi di credenze ancestrali che abbiamo superato grazie alla modernità e alla razionalità della medicina moderna basata sul metodo scientifico: un progresso che trascende le antiche pratiche magiche. Quindi, quando tali credenze trascendentali riemergono, sono spesso ritenute totalmente irrazionali. È bene sottolineare che non stiamo parlando della distinzione tra Occidente e Oriente –  sebbene potrebbe apparire naturale procedere a questo raffronto: usiamo la nozione di visione del mondo magico-religiosa per riferirci a tutte le concezioni spirituali e religiose senza distinzione di religione o setta. Abbiamo notato tre diversi modi in cui tali visioni possano entrare in contrasto con le rappresentazioni o spiegazioni laico-scientifiche.

Priorità

La religione può, qualche volta, costituire una minaccia alle priorità del personale sanitario. In “I testimoni di Geova” un dottore viene informato da una famiglia di testimoni di Geova che il figlio non potrà subire alcuna trasfusione anche se queste potrebbero salvargli la vita. Per la famiglia, trasgredire a questa regola religiosa fondamentale significherebbe abiurare la parola di Dio ed essere esclusi dalla comunità, un rischio maggiore della perdita della vita stessa.  Mentre per il medico, salvare una vita umana ha la precedenza su tutto.

Mantenere le pratiche e le regole religiose in tutti i contesti

Un’altra modalità di violazione della razionalità del sistema consiste nel mantenere le proprie pratiche e convinzioni religiose in contesti in cui esse non sono permesse. In alcune società europee – fra cui quella francese – la laicità costituisce uno dei valori costituzionali, ciò ha delle implicazioni sui luoghi e sui contesti all’interno dei quali si può liberamente manifestare la propria religiosità. Anche quando non esistono degli specifici provvedimenti giuridici sul tema, si tende ad attribuire l’espressione di sentimenti religiosi alla sfera “privata”, o a relegarla a luoghi deputati come la chiesa. L’espressione del sentimento religioso in tutti i momenti e in tutti gli aspetti della vita appartiene ad altri contesti e paradigmi. In “Sale grosso” e “Morte di un bambino” assistiamo alla comparsa di riti religiosi di purificazione o di commemorazione in ambito ospedaliero. In entrambi i casi, l’ospedale, luogo della razionalità, della scienza e dell’organizzazione per eccellenza, viene pervaso dai significati e dai simboli appartenenti a un’altra logica.

Ricadute sui ruoli di genere

Non solo le pratiche religiose a varcare la soglie delle strutture sanitarie, ma anche prescrizioni religiose che regolano i comportamenti dei fedeli, modificando la relazione medico-paziente. Gli esempi più comuni di tali interferenze convergono intorno al tema del genere.      In“Visita col burqa“, per esempio, il desiderio di separare i sessi ed evitare il contatto fisico tra persone di sesso opposto del marito della paziente si scontra col rifiuto del personale medico di soddisfare tale richiesta, portando quasi al rifiuto di questi di erogare il trattamento.

Incidenti critici su Razionalità e visioni del mondo

Testimoni di Geova FRANCIA
Sale grosso FRANCIA
Visita medica di venerdì REGNO UNITO
Rianimazione di un paziente ebreo FRANCIA

 

9. CONCETTI DI SALUTE, MALATTIA E GUARIGIONE

Cure mediche

Le ragioni per cui un paziente rifiuta le cure sono diverse. Alcune sono conesse alle credenze religiose, altre alle abitudini. Ci vuole pragmatismo, comunicazione e agilità per gestire queste situazioni (Atei, Trattamento ospedaliero).

Etica

È necessario che gli operatori sanitari adottino un atteggiamento flessibile al fine di mantenere la propria neutralità, professionalità ed efficienza, e non ferire i pazienti (Il medico in imbarazzo) o i loro familiari, soprattutto quando si trovano in situazioni difficili (Testimoni di Geova, la trasfusione).

Procedura, uso dello spazio

Nella maggior parte delle società occidentali gli spazi pubblici sono progettati per facilitare le azioni e i ruoli dei cittadini e di chi ci sorveglia e mantiene l’ordine. Parafrasando Foucault potremmo affermare che lo spazio pubblico è uno spazio politico in cui i nostri corpi imparano a disciplinarsi, a muoversi, ad agire. Quando i corpi non seguono percorsi predeterminati, ciò potrebbe portare a un conflitto o a uno shock.

I comportamenti, però, sono anch’essi dei codici culturali che non sempre sono condivisi da tutti. Nel caso dell’ospedale l’organizzazione dello spazio è chiaramente concepita per aiutare i pazienti a guarire e favorire l’efficienza del personale medico Alcune aree sono state progettate specificamente per garantire l’erogazione di alcuni servizi, ma il modo in cui i pazienti usufruiscono di tali spazi può variare (Sale grosso, Doveri della donna). Tuttavia, bisogna accertarsi che alcune regole siano sempre rispettate, al fine di garantire l’espletamento delle funzioni del personale (Famiglia araba con bambino).

Incidenti critici su concetti di salute, malattia e guarigione

Atei REGNO UNITO
Trattamento ospedaliero REGNO UNITO
Doveri di una donna UNGHERIA
La famiglia araba con bambino UNGHERIA
Il campione di urine AUSTRIA
Morte di un membro della famiglia AUSTRIA
Dialogo a tre DANIMARCA
Guanti ITALIA

 

10. COMUNICAZIONE

La comunicazione è un’area sensibile trasversale riscontrata nella maggior parte degli incidenti critici che abbiamo raccolto. Per questa ragione abbiamo scelto di elaborare una sorta di teoria della comunicazione per aiutarci ad illustrare quanto abbiamo scoperto sul campo.

Quando pensiamo alla comunicazione, non pensiamo solo alle tre componenti presentate qui di seguito, ma anche al modo in cui queste interagiscono con il contesto e contribuiscono a creare uno stile dominate. Nel settore sanitario gli elementi para-verbali, non verbali e fisici sono necessari a decodificare un messaggio.  Tale tipo di comunicazione è definita ad alto contesto, ed è contrapposta a quella a basso contesto in cui la trasmissione della maggior parte dell’informazione avviene attraverso il codice esplicito della lingua. Nel primo caso anche la disposizione dei mobili, delle decorazioni, i vestiti che s’indossano contribuiscono a creare significati. Nel momento in cui non si condividono tali codici, possono verificarsi degli incidenti legati alla comunicazione. Come accade nell’incidente Il campione d’urina in cui si richiede a un paziente un campione di urina, senza fornire però ulteriori dettagli; ed egli non può sapere che esiste un luogo specifico (bagno) in cui questa azione deve essere compiuta.

Esistono tre elementi fondamentali della comunicazione:

Il contenuto – il significato (cosa?)

Il contenuto dipende dall’interazione tra il mittente, il destinatario e il contesto. Il significato è co-costruito e negoziato. Ciò implica: un ruolo attivo del ricevitore a interpretare e dare senso al messaggio; l’importanza dei filtri, i sistemi di riferimento mobilitati per dare senso agli atti comunicativi e l’importanza del contesto. Quando i sistemi di riferimento sono diversi, si costruiscon significati diversi e possono sorgere delle incomprensioni (Cfr. Il paziente senza fissa dimora)

I rapporti (con chi?)

Ogni atto comunicativo è un’occasione per costruire, modificare o mantenere il rapporto tra le parti. Anche l’interazione apparentemente più insignificante è un’oppotunità per manifestare il proprio rispetto reciproco e riconoscimente. Se la reciprocità e il riconoscimento sono presenti in tutte le culture e gli atti comunicativi, diversi sono i modi per dimostrarlo. La costruzione delle relazioni dipende anche da altri sistemi di valori, quali l’orientamento verso l’individualismo o l’interdipendenza, l’accettazione dei rapporti di potere. In contesti fortemente gerarchic,i l’asimmetria dei di potere risulta evidente (mediante diverse norme d’interazione/codificazione della gestualità), mentre in ambienti più orizzontali i riti di interazione puntano a nascondere o ridurre le differenze di potere ( per esempio entrambe le parti dialogano sullo stesso piano nonostante differenza di età o di status). In ogni caso, l’incorporamento dei mezzi di comunicazione (gesti, parole, distanza) ci fornisce delle informazioni sulle intenzioni dell’altro e sul tipo di relazione che intende instaurare. Ad esempio, quando qualcuno si avvicina troppo a noi pensiamo sia aggressivo; mentre quando qualcuno usa un registro troppo informale pensiamo sia irrispettoso, ecc. (vd. Il medico arabo).

I mezzi – le forme (come?)  

Comunicazione verbale

Include tutti gli elementi del discorso come le metafore, il linguaggio figurato, l’uso di espressioni idiomatiche ecc. Un esempio è dato dall’incidente danese intitolato “L’errore dell’interprete” nel quale un tirocinante s’imbatte in un grande fraintendimento nella traduzione e cerca di risolvere la situazione (per maggiori dettagli consultare il punto 6).

Comunicazione para-verbale

Il tono, l’intonazione, il volume, il ritmo, silenzi, pause, interiezioni(euh…).

Comunicazione non-verbale

Cinesica: gesti, postura. Nell’incidente “Il medico in imabarazzo” si racconta di un medico che non si aspettava d’incontrare una persona con disabilità e non ha potuto nascondere il proprio stupore, la narratrice racconta “Tutto il suo linguaggio del corpo mostrava che per qualche ragione la mia disabilità la metteva molto a disagio, la rendeva perplessa e l’ha completamente colta di sorpresa”.

Tatto: contatto fisico, tatto.

Prossemica: ossia regolare la distanza fisica fra gli interlocutori in base alla relazione sociale e alla situazione. Di solito, infatti, tendiamo a disporci a una certa distanza dai nostri interlocutori in base al contesto (sociale, professionale, intimo). Se questa  distanza di sicurezza non è rispettata la interpretiamo come un’invasione dello spazio intimo e questo ci mette a disagio. In “Cure domiciliari a una famiglia Rom” la narratrice racconta “Quando sono arrivata a casa della famiglia, quasi sull’uscio la figlia piccola si gettò tra le mie braccia e cercò di abbracciarmi e baciarmi. Sono stata colta di sorpresa, di solito i pazienti e le loro famiglie non mi trattano come se fossi un’amica intima“.

Aspetto fisico: presentare se stessi.

Cronemica: uso del tempo e del ritmo.

Comunicazione contestuale: uso di oggetti, osservazione dell’ambiente circostante per analizzare e interpretare la situazione (cfr. Visita alla famiglia Rom, Telefoni cellulari).

Incidenti critici su comunicazione

Paziente senza fissa dimora UNGHERIA
Portatemi una donna UNGHERIA
Il medico arabo UNGHERIA
Telefoni cellulari FRANCIA
L’esclusione DANIMARCA
 La trasfusione DANIMARCA